MONDIALE DI CICLISMO PER NON ESPERTI.

Posted: September 30, 2013 in Uncategorized
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Se non avete visto il mondiale di ciclismo di Firenze e siete interessati, ve lo riassumo io.
Dunque: per i primi 240 kilometri come al solito non è successo una mazza, a parte che pioveva fortissimo e che i corridori continuavano a cadere. C’è stata la gara dura e la selezione, ok d’accordo, ma quello è normale, è un mondiale. Il mondiale, è così. Cosa è la selezione? Beh, la selezione è quando quelli forti vanno forte in modo che quelli che vanno meno forte si stacchino dal gruppo e rimangono attardati.
Andiamo avanti con il discorso, dicevamo, la gara è lunga 270 kilometri e dura più di sette ore. Per chi non lo sapesse nel ciclismo è solo al mondiale ormai che le gare sono così lunghe, quindi in realtà la gara in linea del mondiale è una gara a parte nel panorama del ciclismo professionistico, anche perché si corre per nazioni e non per team – lo dico per quelli che di ciclismo proprio non ne sanno – ma non divaghiamo adesso. All’ultimo giro – il mondiale in linea effettivamente si corre in circuito, non badateci – c’è stato un attacco di Scarponi che ha lanciato Nibali, che a sua volta ha preso gli avversari in contropiede sulla prima salita (quella meno ripida) e tutti i non-ciclisti davanti alla tv dicevano Vai Nibali alè alè, si urlavano da una stanza a un’altra della casa questi non-esperti che erano lì ancora svaccati sul divano dopo avere visto la MotoGP, Hei, veni a vedere – strillavano – c’è Nibali al mondiale che attacca.
E tutti gli esperti invece, incluso Cancellara e Sagan probabilmente, che erano i favoriti della gara, che dicevano Dove vuoi andare, Nibali, che la gara si decide sul muro di via Salviati? Il muro di via Salviati era il tratto più duro del percorso, 600 metri al 14% di pendenza. Tutti gli esperti pensavano che fosse una azione farlocca quella di Nibali e invece no, se ne è andato in discesa, è stato bravissimo, alla fine sono rimasti in 4: lui, due spagnoli – Rodriguez che aveva allungato davanti e Valverde che è un osso duro ma non è certo uno stratega del ciclismo – e poi Rui Costa, un portoghese che faticava a stare agganciato ma non mollava la ruota.
Hanno fatto l’ultimo strappo, quello ripido di via Salviati, poi Rodriguez in discesa ha allungato furbescamente un’altra volta e Nibali per andare a riprenderlo – a qual punto lo aveva quasi ripreso – doveva fare tutto da solo. Il ciclismo è uno sport bastardo, alle volte ti lasciano fare tutto da solo e poi ti fregano, bisogna stare attenti.

Comunque.
Valverde (uno dei due spagnoli) gli stava in scia, a Nibali, di aiutarlo non se ne parlava ovviamente. Mica poteva riportare l’avversario più temibile alle calcagna del suo compagno di nazionale, Valverde, no? anche questo lo dico a beneficio dei non esperti. Mi rendo conto che il ciclismo è una cosa complicata, comunque, dicevamo: RuiCosta aiutare anche lui niente, non se ne parlava, che non ne aveva più.
Insomma all’ultimo kilometro circa Nibali ha capito che Rodriguez da solo non lo poteva più riprendere, allora ha rallentato un attimo e ha fatto l’unica cosa che poteva provare a fare, si è fatto da parte e RuiCosta ha fatto il suo e finalmente si è messo davanti a tirare per giocarsi la vittoria o almeno il podio. Valverde invece che andare dietro a Rui Costa e cercare di staccare Nibali e poi fare la volata per il secondo posto o magari anche per il primo con il compagno Rodriguez, è stato a guardare. Non tirava. Nibali che non aveva forza per stare dietro a RuiCosta che scattava deve averlo guardato bene negli occhi a Valverde, come per dirgli A’Valvè, sei sicuro di non andargli dietro? è già la quarta volta che perdi un mondiale, ti sembra il caso? Valverde al mondiale è arrivato tre volte terzo e due volte secondo, un record. Comunque niente, non si è mosso. Ha aspettato, nessuno sa cosa. Senza offendere ma Valverde è risaputo che tatticamente è un po’ tonto.
Intanto Rodriguez pedalava, a 500 metri dal traguardo deve avere sentito uno alle sue spalle che arrivava, la gente a bordo strada che urlava e deve aver pensato Ok, il mio sogno mondiale è finito, ora cerchiamo di fare vincere la Spagna e Valverde e di salire almeno sul podio, sicuramente pensava che fosse RuiCosta ad arrivare alle sue spalle, con dietro Valverde in scia che a quel punto avrebbe dovuto scattare e fare secchi tutti, Nibali compreso se non lo aveva già staccato prima, con una volata super.
Invece si è voltato a guardare, Rodriguez, e dietro a lui c’era solo RuiCosta.
Come RuiCosta, cazzo?
Allora in televisione si è visto bene che Rodriguez si è tirato su e rigirato un’altra volta a guardare meglio dietro, ha staccato le mani dal manubrio e quando è stato raggiunto prima della volata ha anche parlato brevemente con RuiCosta, deve avergli detto Ma dove cazzo è Valverde, ancora una volta? E’ la quinta volta che Valverde perde un mondiale.
Insomma, hanno fatto la volata Rodriguez e RuiCosta e manco a dirlo ha vinto RuiCosta, porca zozza.
Porcas Zozzas, in spagnolo, ha detto Rodriguez
Rodriguez, secondo dicevamo. Terzo Valverde. Nibali quarto. Nibali era nettamente il più forte e tatticamente anche, il più forte dei quattro, il più intelligente. RuiCosta era il più stanco, il più sfinito, quello più andato. Come spesse volte avviene nel ciclismo, per via della tattica e delle scie e delle squadre, a vincere non è mica il più forte. E’ il più furbo. Il più coraggioso. Il più spregiudicato. Il più paraculo.
Cioè, il migliore. Al mondiale, quello che vince è sempre il migliore. Il migliore di quel giorno lì.
Ecco. E questo, per quanto riguarda la gara, mi sembra tutto. 

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