Davide Rebellin “La maglia tricolore non sarebbe una rivincita ma una soddisfazione personale”

Posted: June 21, 2013 in Uncategorized
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di Vincento Piccirillo
articolo originale su Eat Sport

Come sempre nel corso della sua carriera, Davide Rebellin ha fatto della continuità di rendimento il suo punto forte e così sta facendo anche in questo 2013 dove alla soglia dei 42 anni, riesce ancora a competere contro Valverde o Boom e a vincere con la voglia di un ragazzino in corse meno importanti. Correndo in una formazione di secondo piano, le opportunità di misurarsi sui grandi palcoscenici non sono troppe, così il campionato italiano è una delle grandi opportunità che ha per far vedere a tutti che il talento è sempre quello dei giorni migliori. Probabilmente non è il favorito numero 1 per la gara tricolore di sabato prossimo ma al netto di sfortune o inconvenienti, nel finale ci sarà anche lui a giocarsi quella maglia tricolore che non rappresenta una rivincita ma l’ennesimo sfizio da togliersi.

Quest’anno 2 vittorie di tappa allo Szlakiem Grodow Piastowskich, piccola corsa a tappe polacca e una quindicina di piazzamenti nella top 10, soddisfatto dei risultati ottenuti in questi primi mesi con la casacca della CCC?
Non posso dire di essere soddisfatto fino in fondo, visto che è dall’inizio dell’anno che incontro molti ostacoli come l’intossicazione alimentare al Mediterraneo, cadute, problemi meccanici nelle fasi finali di gara e il dovermi schierare in corse non adatte alle mie caratteristiche, come il recente Ster Zlm Toer in Olanda o il Giro dell’Estonia”.

Nonostante la corsa non fosse adattissima alle tue caratteristiche, in Olanda nella tappa più dura sei arrivato secondo mostrando una buona condizione. Cosa ti è mancato per avere la meglio su Lars Boom?
Mi è mancato soprattutto il lavoro di squadra. In quella tappa per vincere era indispensabile prendere l’ultimo strappo davanti ma da solo e con l’aiuto di un solo compagno era difficile competere contro i treni di 5-6 corridori di altre squadre, così quando è partito Boom ero un po’ indietro e non sono riuscito a rispondere bene alla sua azione”.

Siamo nella settimana dei campionati italiani con la prova in linea che è senza dubbio uno dei tuoi grandi obiettivi stagionali, come ci arrivi?
La condizione mi sembra buona, bisognerà vedere come si svolgerà la gara perché da solo non sarà facile”.

Proprio questo sarà un altro ostacolo da superare, il fatto che sarai da solo ti preoccupa?
Corro spesso da solo nelle fasi finali di gara e di certo è uno svantaggio notevole. Penso di aver perso molte opportunità di vincere a causa di questa situazione”.

Quest’anno il campionato nazionale coincide con il Trofeo Melinda, una corsa che ti ha visto protagonista negli ultimi 2 anni con la vittoria nel 2011 e il quarto posto nel 2012. Con quali ambizioni ti presenti?
L’ambizione è sempre quella di essere protagonista ma provo a non mettermi ulteriore pressione dando il meglio di me come in tutte le gare che faccio”.

Che tipo di percorso è?
La gara è molto dura e con l’aggiunta di un ulteriore giro diventerà ancora più selettiva. Ma non mi fa paura anzi… Il punto chiave? Bisognerà restare sempre vigili ma credo che gli ultimi 3 chilometri, i più impegnativi, possano essere decisivi”.

Il chilometraggio potrà favorirti?
Sono un corridore di fondo ma è da tanto tempo che non disputo gare cosi lunghe ed è questa la cosa che più mi manca”.

I tuoi favoriti?
Moser e Pelizzotti

Per vincere di cosa hai bisogno e di che tipo di corsa?
Di non aver problemi meccanici!

Davide Rebellin festeggia un successo nella stagione 2012

Davide Rebellin festeggia un successo nella stagione 2012

In carriera hai vinto tantissime grandi corse ma come mai il tuo rapporto con la prova tricolore non è mai stato dei migliori?
“Perchè non l’ho mai preparata come si deve. Venendo da un inizio di stagione incentrato sulle classiche, molte volte non lo disputavo nemmeno”.

Lo scorso anno sei arrivato quindicesimo, cosa ti mancò per fare meglio?
L’anno scorso è stata una situazione un po’ surreale. Tre giorni prima ho saputo che non potevo correre in quanto tutte le visite di idoneità le avevo fatte a Montecarlo. L’unica soluzione era di rifare tutto quanto avevo già fatto, vale a dire analisi, test, visita idoneità, ecc. , nuovamente in Italia. Così ho trascorso i 3 giorni precedenti la gara andando avanti e indietro in macchina per completare le pratiche, non potendomi allenare e riposare al meglio, sono arrivato alla gara stressato, non allenato e con poco riposo”.

Dopo le polemiche che hanno accolto il tuo rientro in gruppo e le norme federali che ti impedivano di fare il campionato italiano cosa rappresenterebbe per te questa maglia tricolore?
Quando credi in quello che fai e sei determinato puoi affrontare e superare tutti gli ostacoli, quindi questa maglia sarebbe una bella soddisfazione personale che non ho mai avuto in carriera”.

Il tuo futuro in bici dipende anche da questa gara?
Non direi, ci sono altri appuntamenti e situazioni da valutare”.

– See more at: http://www.eatsport.net/2013/davide-rebellin-la-maglia-tricolore-non-sarebbe-una-rivincita-ma-una-soddisfazione-personale/#sthash.2uAsrT9I.dpuf

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Comments
  1. Dra Martha Castro Médico WMA says:

    Reblogged this on CYCLING LEARNING AND HEALING THE WORLD.

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