Archive for June, 2013

A lucky dog!

Posted: June 30, 2013 in Uncategorized
Tags: , , , ,

Febbre Gialla!

Posted: June 27, 2013 in Uncategorized

Febbre Gialla!

Riportiamo qui un articolo dal blog di CyclingPro (quello sopra, per nulla buonista, è il titolo del pezzo)
Noi abbiamo idee un pò diverse in merito all’uomo Rebellin, al discorso della cosidetta “seconda chance” (che secondo noi è giusto concedere a tutti, ai criminali più efferati così come ai ciclisti pizzicati all’antidoping come Davide Rebellin), al concetto di “ciclismo sporco ” versus “ciclismo pulito”.
Tante, troppe volte abbiamo sentito parlare di ciclismo pulito e buono –  il Pantani salvatore del Tour dello scandalo doping e poi sacrificato l’anno successivo vi ricorda qualcosa?
E però, come speriamo di avere dimostrato nel film “L’Ultimo Chilometro“, ci piace fornire più di un’opinione, più di una voce.
Sotto, quella di cyclingpro.it

Image

da Cyclingpro.it
Un giornalista sportivo quando commenta un evento o un risultato dovrebbe essere freddo e razionale. E stare ai fatti. Ha vinto il più forte, ha perso il meno forte. Una realtà che va accettata. Oggi non lo siamo stati. Siamo stati davvero contenti che Ivan Santaromita abbia vinto il tricolore di ciclismo. Perché se lo meritava. Perché in otto anni di carriera da gregario ha vinto solo due volte. Perché è un ragazzo pulito e per bene. E anche perché ha battuto Michele Scarponi e Davide Rebellin. Se avessero vinto loro saremmo stati meno contenti, per un motivo che non ha nulla a che fare con il loro valore atletico: sono due eccellenti, professionali, talentuosi atleti. Saremmo stati meno contenti perché il marchigiano e il veneto rappresentano il vecchio ciclismo per quello che hanno fatto, per le persone di cui si sono circondati, per non avere (è il caso del solo Rebellin) mai voluto ammettere le loro colpe.
Non sappiamo frenare questo sentimento. Che ci rendiamo conto è raro nel ciclismo. Oggi sotto il palco della premiazione di Fondo i fan di Rebellin erano tanti e rumorosi. Così rumorosi da non rispettare nemmeno l’inno nazionale che onorava Santaromita, a dispetto dei numerosi inviti degli addetti al cerimoniale. Molto spesso i tifosi (ma anche gli addetti ai lavoro, ma anche i giornalisti) sono dalla parte del corridore qualunque cosa succeda. Alla notizia della sua nuova, clamorosa positività i tifosi di Di Luca hanno taciuto per una settimana. Adesso già lo difendono online con tesi di vario genere, dal complotto al “così fan tutti, hanno beccato solo il più ingenuo”. Riccardo Riccò ha centina di supporter che vorrebbero vederlo in corsa, Santambrogio conta su molti tifosi teorici del doping come antidoto alla depressione.

Noi oggi siamo felici che abbia vinto Santaromita. Uno con un passato immacolato.

Film The Last Kilometer, de Paolo Casalis

The Last Kilometer explore le monde de la course cycliste professionnelle à travers les yeux de deux coureurs qui ne sont pas de la même génération : Davide Rebellin et Ignazio Moser. Ceux-ci font face à des défi s très différents : le premier a perdu la médaille d’argent gagnée aux Jeux olympiques de 2008 pour cause de dopage, et le deuxième est le fils du légendaire Francesco Moser.

Image

Pour colorer le tout, on rencontre Dietrich Senft, un inconditionnel de la chose cycliste plus connu sous le nom de Didi El Diablo, de même que Gianni Mura, un journaliste sportif italien qui a suivi tous les Tours de France depuis 1967, et dont les observations sur le cyclisme professionnel et le dopage sont parmi les plus pertinentes du film.
Sans faire de grandes révélations, ce film met en lumière la nature épuisante du cyclisme professionnel, où la déception est beaucoup plus fréquente que la victoire, et la détermination pure nécessaire à la survie.
[Robin Black]

Image,

di Vincento Piccirillo
articolo originale su Eat Sport

Come sempre nel corso della sua carriera, Davide Rebellin ha fatto della continuità di rendimento il suo punto forte e così sta facendo anche in questo 2013 dove alla soglia dei 42 anni, riesce ancora a competere contro Valverde o Boom e a vincere con la voglia di un ragazzino in corse meno importanti. Correndo in una formazione di secondo piano, le opportunità di misurarsi sui grandi palcoscenici non sono troppe, così il campionato italiano è una delle grandi opportunità che ha per far vedere a tutti che il talento è sempre quello dei giorni migliori. Probabilmente non è il favorito numero 1 per la gara tricolore di sabato prossimo ma al netto di sfortune o inconvenienti, nel finale ci sarà anche lui a giocarsi quella maglia tricolore che non rappresenta una rivincita ma l’ennesimo sfizio da togliersi.

Quest’anno 2 vittorie di tappa allo Szlakiem Grodow Piastowskich, piccola corsa a tappe polacca e una quindicina di piazzamenti nella top 10, soddisfatto dei risultati ottenuti in questi primi mesi con la casacca della CCC?
Non posso dire di essere soddisfatto fino in fondo, visto che è dall’inizio dell’anno che incontro molti ostacoli come l’intossicazione alimentare al Mediterraneo, cadute, problemi meccanici nelle fasi finali di gara e il dovermi schierare in corse non adatte alle mie caratteristiche, come il recente Ster Zlm Toer in Olanda o il Giro dell’Estonia”.

Nonostante la corsa non fosse adattissima alle tue caratteristiche, in Olanda nella tappa più dura sei arrivato secondo mostrando una buona condizione. Cosa ti è mancato per avere la meglio su Lars Boom?
Mi è mancato soprattutto il lavoro di squadra. In quella tappa per vincere era indispensabile prendere l’ultimo strappo davanti ma da solo e con l’aiuto di un solo compagno era difficile competere contro i treni di 5-6 corridori di altre squadre, così quando è partito Boom ero un po’ indietro e non sono riuscito a rispondere bene alla sua azione”.

Siamo nella settimana dei campionati italiani con la prova in linea che è senza dubbio uno dei tuoi grandi obiettivi stagionali, come ci arrivi?
La condizione mi sembra buona, bisognerà vedere come si svolgerà la gara perché da solo non sarà facile”.

Proprio questo sarà un altro ostacolo da superare, il fatto che sarai da solo ti preoccupa?
Corro spesso da solo nelle fasi finali di gara e di certo è uno svantaggio notevole. Penso di aver perso molte opportunità di vincere a causa di questa situazione”.

Quest’anno il campionato nazionale coincide con il Trofeo Melinda, una corsa che ti ha visto protagonista negli ultimi 2 anni con la vittoria nel 2011 e il quarto posto nel 2012. Con quali ambizioni ti presenti?
L’ambizione è sempre quella di essere protagonista ma provo a non mettermi ulteriore pressione dando il meglio di me come in tutte le gare che faccio”.

Che tipo di percorso è?
La gara è molto dura e con l’aggiunta di un ulteriore giro diventerà ancora più selettiva. Ma non mi fa paura anzi… Il punto chiave? Bisognerà restare sempre vigili ma credo che gli ultimi 3 chilometri, i più impegnativi, possano essere decisivi”.

Il chilometraggio potrà favorirti?
Sono un corridore di fondo ma è da tanto tempo che non disputo gare cosi lunghe ed è questa la cosa che più mi manca”.

I tuoi favoriti?
Moser e Pelizzotti

Per vincere di cosa hai bisogno e di che tipo di corsa?
Di non aver problemi meccanici!

Davide Rebellin festeggia un successo nella stagione 2012

Davide Rebellin festeggia un successo nella stagione 2012

In carriera hai vinto tantissime grandi corse ma come mai il tuo rapporto con la prova tricolore non è mai stato dei migliori?
“Perchè non l’ho mai preparata come si deve. Venendo da un inizio di stagione incentrato sulle classiche, molte volte non lo disputavo nemmeno”.

Lo scorso anno sei arrivato quindicesimo, cosa ti mancò per fare meglio?
L’anno scorso è stata una situazione un po’ surreale. Tre giorni prima ho saputo che non potevo correre in quanto tutte le visite di idoneità le avevo fatte a Montecarlo. L’unica soluzione era di rifare tutto quanto avevo già fatto, vale a dire analisi, test, visita idoneità, ecc. , nuovamente in Italia. Così ho trascorso i 3 giorni precedenti la gara andando avanti e indietro in macchina per completare le pratiche, non potendomi allenare e riposare al meglio, sono arrivato alla gara stressato, non allenato e con poco riposo”.

Dopo le polemiche che hanno accolto il tuo rientro in gruppo e le norme federali che ti impedivano di fare il campionato italiano cosa rappresenterebbe per te questa maglia tricolore?
Quando credi in quello che fai e sei determinato puoi affrontare e superare tutti gli ostacoli, quindi questa maglia sarebbe una bella soddisfazione personale che non ho mai avuto in carriera”.

Il tuo futuro in bici dipende anche da questa gara?
Non direi, ci sono altri appuntamenti e situazioni da valutare”.

– See more at: http://www.eatsport.net/2013/davide-rebellin-la-maglia-tricolore-non-sarebbe-una-rivincita-ma-una-soddisfazione-personale/#sthash.2uAsrT9I.dpuf

A clip from the cycling film “The Last Kilometer”

original article: http://www.cyclingnews.com/news/pelotons-reactions-to-dopers-a-rebellion-acquarone-says

Giro d’Italia directeur says decision on Vini Fantini for next races pending

The official announcement that Vini Fantini’s Mauro Santambrogio tested positive for EPO today followed weeks of rumors: ever since the former BMC domestique turned into a champion, winning his first Grand Tour stage at age 28 on stage 14 of the Giro d’Italia in Bardonecchia on May 18, the whispers turned to grumbles. Yet the race manager Michele Acquarone sees the peloton’s response to the news as a positive change in the sport.

“Of course I’m not happy, but I’m not even surprised,” Acquarone told Tuttobiciweb.it. “We all knew.”

All during the Giro, riders pointed fingers at Di Luca and Santambrogio, and finally the Di Luca’s EPO positive came public on May 24, almost a month after the sample was collected out of competition. Santabrogio’s positive came from May 4, on the opening stage of the Giro, but was only announced today.

“The nice thing is, the peloton is rebelling,” Acquarone said. “The bunch longer accepts certain things, and will point a finger, denouncing that what they say seems anomalous. First there are the voices, then the analysis to nail the cheaters.”

Acquarone’s statements are backed up by public denunciation of Santambrogio, and the team that hired him, by his fellow professionals on Twitter:

“I hope cycling followers realise that s(t)upidity of the individual can’t be banned. Damaging our credibil(i)ty anno 2013 deserves no 2nd chance.” Stef Clement (Blanco)

“I just don’t get it!!! What are they thinking? What actually goes on in their mind? STOP CHEATING DICKHEADS.” Greg Henderson (Lotto-Belisol)

“The peloton knew Vini Fantini weren’t trustworthy: was the talking point for the first week of the Giro (until misery & survival took over).

“The UCI doping controls are there to catch the dopers when nobody else will stop them. It’s wonderful to see we can trust the system.” David Millar (Garmin-Sharp)

“It’s to be expected some will take the opportunity to cheat with big gains now cycling is much cleaner. Let’s hope we’ll never see them back.” Koen de Kort (Argos-Shimano)

“It’s hoped with the last shot of “flushing” we also released the last of the idiots! There are no words!” Manuel Quinziato (BMC)

Acquarone, ever the optimist, says that cycling is a “beautiful garden, restored with flowers and plants of all kinds that are the envy of the world, and we cannot be influenced by the fact that some masters may allow their little dogs to do their business freely there.”

The race organisers committee, he said, will gather to decide whether or not the Vini Fantini team will be confirmed for the coming races. “The situation is delicate. Very delicate. Two positives in a few weeks is not a few. But the Fantini team also has many guys who deserve trust and the ability to race, like Alessandro Proni, who has a beautiful story. We’ll see. I cannot predict anything. We will meet and discuss it, for the sake of cycling, for our good and for the good of all.”

Vini Fantini manager Luca Scinto, however, was not at all hopeful about the team’s future, saying “Everything’s finished, the whole project is finished”, to Tuttobiciweb.it.

Vini Fantini manager Angelo Citracca vowed to continue the team, however, stating that they have fired Santambrogio, and following any disciplinary action, they may seek damages.

“The event, severe and painful, lays bare another ‘sick’ athlete, and one of a now dead part of cycling, that, as demonstrated by these efficient controls, no longer has any chance of living in modern cycling,” Citracca said.

“The team, despite the injury, will continue its operations even more motivated to protect its young riders…

“Unfortunately, we were wrong to engage Santambrogio, betrayed by nice promises, and a very promising beginning of a career as a ‘gregario’, but we cannot let this undermine a long-running project like ours.”