Archive for May, 2013

Giro d'Italia 2013

Valloire Galibier

ImageIl Giro d’Italia è alle porte, e anche noi del film L’ Ultimo Chilometro (www.thelastkilometer.com) ci prepariamo per il nostro “Giro” personale.
Si parte dal Piemonte, con 4 tappe di media difficoltà.
E per non farci mancare nulla, così come il giro espatria sul Galibier, noi facciamo un’uscita serale a Milano!

– Mercoledì 8 Maggio a Carmagnola (TO): PROLOGO
– Venerdì 10 Maggio – MILANO
– Sabato 11 Maggio a Massello (TO): 1a Tappa
– Lunedì 13 Maggi, Sede CAI di Cuneo: 3a Tappa
– Mercoledì 22 Maggio, Savigliano (CN)

I dettagli:

PROLOGO
Mercoledì 8 Maggio h 21.00 – Cinema Helios
Carmagnola (TO)
per info http://www.circolomargot.com/
INGRESSO CON TESSERA oppure 3 € per chi arriva in bici (ma non venite con la cannondale da 6mila euro, eh!)

1a Tappa
Venerdì 10 Maggio – MILANO
Upcycle Cafe, ore 21:00
Via A. M. Ampère 59, Milano

2a Tappa
Sabato 11 Maggio, Massello (TO) – Località Molino – h 21
per info https://www.facebook.com/events/285502818250865/
INGRESSO LIBERO

3a Tappa
Lunedì 13 Maggio ore 20:00, sede CAI, via Porta Mondovì 5, Cuneo
per info http://www.piueventi.it/articolo/lrsquoultimo-chilometro/
INGRESSO LIBERO

4a Tappa
Mercoledì 22 Maggio
Culture Lontane Tour Operator (a casa dell’amico Adriano)
h 21, Via Mazzini, 66 – 12038 Savigliano CN
tel 0172 726573
INGRESSO LIBERO

Seguirà premiazione sui campi elisi 🙂

condividiamo un pezzo molto divertente (ma che fa anche riflettere) da granfondonews.it

Bravi! Bella figura di m….

Si fa un gran parlare degli ex-pro, delle ammiraglie, di quanto si dovrebbe istituire una categoria diversa per chi va forte, di aumentare i controlli antidoping, ma nessuno tiene conto di quanto agonismo ci sia nelle retrovie. Ma non sano agonismo, anzi. Quello più bieco e vile. Dove andremo a finire?

3 maggio 2013 – Mercoledì 1° maggio, a Bologna, ho preso parte alla mia seconda granfondo stagionale; la prima è stata la domenica precedente a Celle Ligure. Nulla per tre mesi dall’inizio della stagione e poi ben due in quattro giorni. Vabbè, si fa come si può.

Detto questo si può ben comprendere che la mia forma atletica sia ben lontana da quella di chi calca le parti alte delle classifiche, e giungere a metà dei partecipanti per me è già un obiettivo.

Passa il tempo, però vedo che l’ambiente non migliora di certo, anzi, va via via peggiorando.

Abbiamo passato mesi a scrivere a riguardo di ex pro da mandare via, di ammiraglie da escludere dalle manifestazioni, di come quelli forti debbano avere una classifica a parte, alzando sempre il vessillo della lotta contro l’agonismo esasperato.

Credo però che tutti coloro che aizzano la folla cavalcando i suddetti temi, in realtà le retrovie non le abbiano mai frequentate. Lì, dove è pensiero comune che si prenda l’uscita con allegria, per il piacere di pedalare e di stare insieme, dove tutti sono amici: un mare di fandonie.

Dal primo all’ultimo concorrente, l’unica cosa che passa per la testa è di dimostrare quanto si è più ciclisti di qualcun altro. Tutti Wiggins e tutti Segan.

Domenica 28 aprile: Granfondo Gepin Olmo. Si parte subito in salita, il che, per me, si può tradurre in “Sappi che finirai dietro, ma molto dietro”. E così è. Qualcuno sui primi sei chilometri lo riesco anche a passare, ma la mia posizione è veramente oltre metà classifica. Per me va benissimo. Quando ho un po’ di compagnia, per me è più che sufficiente. Sali e scendi e finalmente trovo il gruppo di gente di pari forza. Si procede compatti fino al ristoro dove io mi fermo, ma il resto del gruppo tira diritto. Non sia mai che si perda del tempo. Resto solo e per un po’ inseguo, ma devo cedere. Arrivo a poche decine di metri, ma non mi riesce l’aggancio. Amen. Attendo l’arrivo del prossimo gruppo, che non tarda ad arrivare. Qui ci sono due ragazze, una delle quali scortata da due compagni di squadra, che si incaricano di tirare il gruppo. Avremo percorso una quindicina di chilometri insieme, e non ho mai visto nessuno dar loro il cambio (e nemmeno io, che ero già contento di essere lì e conscio delle mie misere possibilità atletiche). Fatto sta che ovviamente, ai 500 metri dall’arrivo, il lungo biscione inizia a diventare una massa informe. Ci si prepara per la volatona del 600° posto. Ma dico io: la volata è di per sé la parte più rischiosa di una gara in bicicletta, che può avere un senso per qualche posizione in classifica, ma ormai i primi, di qualsiasi categoria, anche le più vetuste, sono già sotto la doccia. Ma poi, sei stato a succhiare ruota fino ad ora e vuoi anche dimostrare quanto forte sei?

Stessa solfa il 1° maggio. Qui anche peggio. A causa di un copertone tranciato, devo restare fermo una mezz’ora. Tant’è che la mia già misera posizione slitta ancora più indietro. Quando riparto, nonostante le mie poche capacità, ho comunque più “cavalli” dei ciclisti che incontro, tant’è che questi non perdono certo l’occasione di “prendere l’autobus”. Ma ben venga. A me non danno noia e se posso essere loro d’aiuto, anche meglio. Più passano i chilometri e più, io ed il mio compagno di avventura, ne tiriamo a bordo. Alcuni li incitiamo anche ad attaccarsi. Ci diamo i cambi, il mio amico ed io, ma degli altri, non ne abbiamo mai visto uno. Comunque non lo avremmo certo chiesto. Abbiamo passato il triangolo rosso, rotonda a sinistra e ultimo cavalcavia. Io mi rialzo. Ormai sono idealmente arrivato. E’ l’ultima delle mille salite che abbiamo scalato. Non ne posso più. Gli ultimi duecento metri me li voglio fare a spasso. E da dietro, scatto felino dei felici trasportati, che si lanciano per farci la volata in faccia. Personalmente avrei avuto ancora la forza per lasciarli lì, ma mi sono totalmente rifiutato di fare la volata con dei patetici ciclotrasportati, che succhiano ruota per venti chilometri, per poi fare vedere quanto sono bravi. Per la cronaca: ho chiuso in 991° posizione. Bravi, gran bella figura di m…!

Dovrei quindi chiudere con una morale, ma visto che questa non è una favola, lascio ad ognuno di voi la libertà di cercarsela da solo la morale.

Buon fine settimana

(Enrico Cavallini

(english text below)

L’arteria verde d’Italia, in bicicletta lungo il fiume Po, da Torino a Venezia.

Una grande via ciclabile che attraversa l’Italia lungo la Pianura Padana, seguendo il corso del fiume Po, da Torino a Venezia e viceversa.
Secondo un agguerrito manipolo di professori del Politecnico di Milano sarebbe sufficiente unire e raccordare le piste già esistenti per completare il percorso, per questo hanno preparato un progetto dettagliatissimo e il 26 maggio – per promuovere l’iniziativa – si metteranno in sella alle loro bici per per una pedalata di oltre 800 km, da Torino a Venezia.
VenTo potrebbe essere la prima ciclovia ecosostenibile attraverso quattro Regioni e alcune tra le più belle città italiane: Milano, Cremona, Ferrara, Parma e molte altre; il film è anche il racconto di un’importante occasione di sviluppo per il nostro Paese, sul filo di un’arteria verde. Un percorso visivo incredibilmente vario che lega storie quotidiane, realtà economiche vivaci, esperienze in equilibrio tra tradizione e necessità di cambiamento.
VenTo è anche l’avventura di 5 professori su 10 ruote, dei loro incontri di viaggio, dei paesaggi, delle gioie e i dolori di ogni impresa e della loro duplice sfida: ce la faranno a completare il percorso? Come saranno accolti dalle persone, dalle associazioni, dagli amministratori, tutti quei soggetti che potrebbero dare le ali al progetto VEN.TO?

Le riprese del film avranno luogo nel mese di Maggio 2013.
L’uscita del documentario è prevista per Ottobre 2013

La campagna di raccolta fondi


Vogliamo dare testimonianza al “viaggio di collaudo” di VenTO, raccontare un nuovo, diverso modo di percorrere l’Italia, un progetto dalla forte valenza culturale, economica, sociale.
Vogliamo realizzare un film che sia megafono per il progetto VenTO, ma che sia anche un documentario godibile, divertente, istruttivo, insomma da vedere!
Ti chiediamo di partecipare al nostro progetto, di diventare “co-produttore del film” prenotando in anticipo la tua copia.
In questa pagina, sulla destra, troverai una serie di possibili azioni di sostegno: dalciclista da divano fino al Dio del Vento, scegli come sostenerci anche in base alla tua disponibilità economica.
Infine, se sei un ente o azienda, se sei interessato a sponsorizzare il rpogetto o a prenotare una proiezione, puoi contattarci all’ indirizzo film.vento@gmail.com

Autori

Paolo Casalis
Nato a Bra (Cn) nel 1976. Si laurea in Architettura al Politecnico di Torino. Autore e regista insieme a Stefano Scarafia del lungometraggio Il Corridore Gente di Terra Madre (produzione Slow Food), che partecipa alla Berlinale 2009 come contributo al documentario Terra Madre di Ermanno Olmi, presentato a Cinemambiente di Torino e Slow Food on Film di Bologna e distribuito con il libro di Carlo Petrini Come non farci mangiare dal cibo.
Nel 2010 realizza il film documentario Langhe Doc. Storie di eretici nell’Italia dei capannoni, selezione ufficiale dei David di Donatello 2012 (concorso documentari), vincitore del Valsusa Filmfest 2011 e del Sardinian Susteinability Film Festival 2011, Menzione Speciale al Festival delle Terre 2011.

Filmografia
L’Ultimo Chilometro (2013) – una produzione Stuffilm Creativeye;
Il passo dell’elefante (mokumentary, Hdv, 10’, 2012);

Langhe Doc. Storie di eretici nell’Italia dei capannoni (2011) – una produzione Stuffilm Creativeye;
Il Corridore
 (2010) – produzione Bodà;
Gente di Terra Madre (2009) – produzione Bodà e Slow Food;

Pino Pace
Laureato in Lettere all’Università di Bologna, insegna Scrittura creativa all’Istituto Europeo di Design di Torino.
Tiene corsi, laboratori, e incontri di scrittura creativa in Italia e all’estero, è consulente editoriale e collabora ad alcune riviste.
E’ tra gli animatori di Scribarà e socio fondatore di ICWA (Italian Children’s Writers Association). Ha pubblicato più di venti titoli di narrativa, soprattutto per ragazzi.
Ha realizzato come autore diversi documentari per RAI/Radio 3 e per Docusound, oltre che documentari per la televisione come Piemonte Stories (2006)
Il passo dell’elefante, mokumentary realizzato con Paolo Casalis e Stefano Scarafia, è vincitore del Piemonte Documenteur Film Festival 2012.

Bibliografia recente
Bestiacce! le incredibili avventure di Sam Colam e del professor Pico Pane (2010) Giralangolo.
LeMilleunaMappa (2010-2013), Edizioni Giralangolo.
La guerra del miele (2010) Edizioni Paoline, Milano.
Un gatto nero in candeggina finì, 35 haiku per bambini di ogni età, Notes Edizioni, Torino (2012)

 

Stefano Scarafia
Nato a Cuneo nel 1978, si laurea in Architettura al Politecnico di Torino. Dal 2006 è cofondatore di BODA’, agenzia di comunicazione, multimedia e progetti editoriali, produce e realizza cortometraggi e documentari indipendenti trasmessi da tv nazionali e internazionali.
Nel 2009 realizza con Paolo Casalis Gente di Terra Madre Il corridore, tradotto in quattro lingue e distribuito in dvd in 15 Paesi. Nel 2010 scrive e realizza Giovanieforti, il primo web documentary italiano sui giovani e il lavoro, cofinanziato dal Ministero della Gioventù.
Nel 2012, con Francesco Amato, è autore e regista di 4 Cities 4 Development, serie documentaria sulla cooperazione in Africa, prodotti da Slow Food Internazionale e Unione Europea.
Pokot Ash Yogurt Cuscus Island partecipano alla Berlinale nelle edizioni 2012 e 2013. Il passo dell’elefante, mokumentary realizzato con Paolo Casalis e Pino Pace, è vincitore del Piemonte Documenteur Film Festival 2012.

Filmografia
Couscous Island (doc, Hdv, 28’, 2013)
Il passo dell’elefante (mokumentary, Hdv, 10’, 2012)
Pokot Ash Yogurt (doc, Hdv, 23’, 2012)
The travel of Harenna Wild Forest Coffee (doc, Hdv, 23’, 2012)
Giovanieforti (web documentary,Hdv, 2010)
Il corridore (doc, Hdv, 52’,2009)
Gente di Terra Madre (doc, Hdv, 29’, 2009) 
Il poeta della grappa (doc, Dv, 10’, 2006)
Quelli di via Artom (doc, Dv, 29’, 2005)

Che cos’è VenTO?

(informazioni tratte dal sito http://www.progetto.vento.polimi.it/)

In bicicletta da VENezia a TOrino lungo il fiume Po passando per EXPO2015

VENTO è una ciclovia?
Non solo, VENTO è sviluppo.
Un sano e verde sviluppo.

VENTO ha la forma di una ciclovia, ma non lo è. VENTO è un progetto di sviluppo, una concreta e stabile occasione di occupazione e rilancio economico dei territori attraversati (e non solo loro). Questo è VENTO. Questa è una ciclabile lunga. Andare in bicicletta non è uno sfizio di qualcuno o un capriccio di categoria, ma è uno dei modi per muoversi, viaggiare, andare a lavorare e a studiare. Le ciclovie non sono accessori di una società agiata o di una cultura che non ci appartiene, ma sono infrastrutture come le altre idonee per tutte le cultureVENTO non è un progetto locale, ma un progetto del Paese: sono 679 km di ciclabile, ma sono anche 679 km di green economy, di green jobs e potenziale crescita dell’economia. I 40.000 km di ciclabili tedesche producono 8 miliardi di indotto all’anno, stabilmente. Centinaia di migliaia potrebbero essere i nuovi flussi di turisti lungo VENTO, che diverrebbero il motore per tante economie diffuse e per far ripartire la crescita…vere green economy: aziende agricole (14.000 sono quelle attraversate dal progetto), attività ricettive (300 per ora), attività commerciali (2.000) e tanti cittadini (oltre 1,5 milioni).

In parte VENTO già esiste, in parte bastano un paio di accordi politici e tecnici per utilizzare gli argini e in piccola parte deve essere realizzata e messa in sicurezza. Il tutto si potrebbe fare in tre anni: nel 2015 potremmo aprire EXPO e insieme VENTO, la più lunga ciclabile del sud Europa.

Occorrono solo poco più di 80 milioni di euro (lo 0.01% della spesa pubblica annuale; il costo di 1-2 km di autostrada), ma soprattutto l’impegno dello Stato, di 4 regioni, di 12 province, degli enti fluviali, di tutti i comuni, coordinati da un soggetto unico. Il giro di affari annuo è stimato in due volte l’investimento iniziale. Per sempre. Ma VENTO non si ferma qui e potrebbe crescere collegandosi con altre ciclabili (quella del Brennero-Peschiera-Mantova, la Torino-Nizza, Mantova-Ferrara-Adriatico, etc.) e raddoppiando sulla sponda opposta del Po. Sono infinite le potenzialità. Ancora più infinite se si pensa che VENTO è collegato al Treno e alla navigazione fluviale.

VENTO è paesaggio, sviluppo, beni culturali, ambiente, agricoltura, fiume, natura, città, piccoli comuni, cibo, tipicità, sole, vento, salute, lavoro, futuro.

VENTO è anche Eurovelo. VENTO è anche Bicitalia. La realizzazione di VENTO andrebbe a soddisfare una richiesta europea da un lato e ci metterebbe in collegamento con gli altri paesi.

VENTO è un’infrastruttura che si porta dietro innovazione e benefici. VENTO vuole dire a tutti noi che un piano infrastrutturale nazionale che si candida a sostenere lo sviluppo del Paese in questa particolare congiuntura, deve farsi portatore di una nuova cultura, di una svolta. Non possono esserci solo i soliti ingredienti nel nostro futuro: autostrade, strade, trafori, ferrovie veloci, piattaforme logistiche. Le grandi ciclovie Europee sono opere per rilanciare lo sviluppo di un paese. Per questo occorre cambiare scala di progettazione e di gestione e stare più in alto. Non sono forse queste le grandi opere di cui un paese ha bisogno?

 

ENGLISH VERSION

Ven.TO, the Po river on two wheels
Cycling along the Po river , from Turin to Venice.
Ven.TO is the project of a great cycle path that will run through Italy along the Po valley, following the course of the Po river from Turin to Venice and vice versa.
VenTO could be the first eco-friendly cycle route through four regions and some of the most beautiful Italian cities: Milan, Cremona, Ferrara, Parma and many others.
The film is also the story of an important development opportunity for our country, on the wire of an artery green. A visual journey that binds incredibly varied daily stories, vibrant economic realities, experiences a balance between tradition and need for change.
VENTO is also the adventure of 5 professors on 10 wheels, and the story of their travel, meetings, joys and sorrows.

Will they be able to complete the course?

The shooting of the film will take place in May 2013.
The release of the documentary is scheduled for October 2013

The fundraising campaign

We want to give voice to the testing travel of this forthcoming green cycling path called VEN.TO, to tell a new, different way to travel Italy, a project of strong cultural, economic, social basis.

We want to make this film as megaphone for the project VEN.TO, but also as an enjoyable, entertaining, instructive documentary, in short, a worth watching film!
We ask you to participate to our project, to become “co-producer of the film” booking your copy (or streaming) in advance.
On this page, on the right, you will find a number of possible actions to support the film.

5€ = link to download the film
12€= dvd
25€= dvd+your name in the titles!
200€= link+dvd+ you’ll be a film sponsor
500€= you’re one of our main sponsos + you buy a film screening

Finally, if you’re an organization or company, if you are interested in sponsoring theproject or booking your own screening, please contact us at film.vento@gmail.com

Authors:Paolo Casalis, Pine Pace, Stefano Scarafia